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Dove i bambini stanno bene? di Silvia Tiso - Festival Outdoors

Torre Reata

Da giovedì 3 settembre a domenica 6 settembre
Orari: 10:30-12:30 / 16:00-20:00
Ingresso gratuito

“Queste immagini sono scaturite principalmente da una settimana trascorsa alla Fattoria Solidale di Brugine, un co-housing di 5 famiglie in campagna.
Il mio desiderio era di raccontare un modo di vivere diverso. Sono stata travolta dalla presenza prorompente dei bambini.

Sono rimasta incantata e allo stesso tempo sospesa in una dimensione che mi rimandava spesso ai vecchi racconti di infanzia dei miei genitori – questo soprattutto per il contatto diretto con la terra, per i campi in cui giocare, per gli ampi orizzonti di cui poter godere…”

Silvia Tiso si avvicina alla fotografia nel 2005. Scatta principalmente in bianco e nero. Sente la fotografia come una risorsa di espressione narrativa autobiografica, come possibile racconto del mondo interiore.

La Fattoria Solidale di Brugine è “un esperimento di convivenza sociale... Lo stile di vita qui vissuto è caratterizzato da una dinamica di mutuo-aiuto e valorizzazione delle caratteristiche personali. L’intento è di ricreare l’atmosfera e le relazioni tipiche delle corti rurali, dove era più difficile sentirsi soli, soprattutto in caso di necessità” (dalla descrizione del progetto)

L'ABBRACCIO CHE DANZA - Caterina Santinello

Sala della Ragione

Da giovedì 3 settembre a domenica 6 settembre
Orari: 10:30-12:30 / 16:00-20:00
Ingresso gratuito

 

Le foto di Caterina Santinello descrivono il tango argentino e l’incanto dell’abbraccio. Colore e bianco/nero si alternano nel descrivere i toni dell’emozione e i dettagli di una forma creata dall’unione di due individui. Dalle loro diversità di ruolo e di dinamica si genera l’armonia necessaria per muoversi all’unisono, sincronizzando passi, ritmo e respiro. Una magia “naturale” perché evocata da un gesto che in ogni linguaggio primordiale significa protezione, confidenza e guida.

Caterina Santinello, padovana, laureata in lingue, danzatrice di formazione classica, inizia nel 1982 il suo percorso fotografico legato alla danza e al teatro, attuando collaborazioni con varie realtà promotrici della cultura e dello spettacolo nel Veneto. Lavora per l’editoria specialistica (cataloghi per rassegne di danza, propaganda di eventi culturali) e svolge un’intensa attività didattica sulla fotografia teatrale: conduce corsi, workshop pratici con fotografi e ballerini e conferenze sulla fotografia di danza. Dal 2012 coordina, con il fotogiornalista Franco Tanel, il progetto “Utòpya Fotografia”, rassegna stabile di attività didattiche ed espositive sulla fotografia contemporanea, con sede ad Abano Terme.

Teatro Duse

Da giovedì 3 settembre a domenica 6 settembre
Orari: 10:30-12:30 / 16:00-20:00
Ingresso gratuito

È un percorso fotografico che vede il vestito come una rappresentazione artistica che va al di là della sua realtà fisica e storica, del significato anche sociale che viene dato all’abito e del contesto in cui l’immagine è stata scattata.

Abiti fatti a mano, cuciti da mani esperte, abiti eleganti, abiti da sposa, abiti semplici, abiti che vestono Madonne, costumi di scena. Le fotografe cercano un significato altro, evocativo, congelano l’essenza dell’istante, liberando questi abiti dal senso comune, cristallizzando il momento in un atto di pura rappresentazione, lasciando a chi guarda la possibilità di tessere i propri fili immaginativi.

VESTITI - Maria Letizia

VESTITI - Marina Luzzoli

VESTITI - Gabriella Veronese

IRAN, LA BELLEZZA SILENZIOSA - Antonella Monzoni

Sala Consiliare

Da giovedì 3 settembre a domenica 6 settembre
Orari: 10:30-12:30 / 16:00-20:00
Ingresso gratuito

 

L’antica Persia, culla di straordinarie civiltà e terra di bellezza unica, è oggi la Repubblica islamica dell’Iran. Qui le esigenze della maggior parte della popolazione - peraltro giovanissima (sette iraniani su dieci hanno meno di venticinque anni) - non soltanto non sono comprese ma sono mortificate, nonostante le recenti tendenze più moderate dell’attuale Presidente Hassan Rouhani.

Si vigila con millimetrica attenzione sull’abbigliamento femminile, sulle acconciature, sul trucco, sulla musica che si ascolta e sui libri che si leggono. Nemmeno i riformisti si oppongono
al chador, alle retate dei Basijì contro le giovani donne non rigorosamente abbigliate, al puritanesimo e all’intolleranza.

Le armi per combattere la mentalità stereotipata e retrograda sono jeans, cellulari e internet. Le spinte innovatrici indotte dai costumi occidentali sono un esempio formidabile dell’energia sotterranea della “bellezza silenziosa”, una bellezza dai tratti inediti, capace di trasformare il mondo.

Antonella Monzoni vive a Modena.
Pratica una fotografia di reportage profondamente umanista con una spiccata cifra intimista tesa all’assimilazione culturale del ricordo. Nei suoi lavori, i simboli e i luoghi della memoria diventano tracce di appartenenza.

Così in “Madame” (Premio Mario Giacomelli 2007 e Selezione Photo Espana-Descubrimientos 2008) e in “Somewhere in Russia” (Premio Chatwin per la fotografia 2007). Nel 2009 con “Ferita Armena” riceve la Menzione Speciale Amnesty International Festival dei Diritti ed è finalista al Premio Amilcare Ponchielli e selezionata al Visa pour l’Image di Perpignan.

Sempre nel 2009 vince il Best Photographer Award al Photovernissage di San Pietroburgo e nel 2010 viene proclamata Autore dell’Anno FIAF. Dal 2011 fa parte del Collettivo Synap (see). Nel 2012 riceve il primo premio VIPA, Vienna International Photo Award. Nel 2013 è finalista del Premio Lo sguardo di Giulia, evento creato da Gi.U.Li.A. (Giornaliste Unite Libere e Autonome) sul tema Chiamala violenza non amore. Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

Alcune sue opere fanno parte della Collezione fotografica della Galleria Civica di Modena.

Il libro “Madame” (Polyorama Edizioni) ha ricevuto nel 2012 la menzione speciale al Premio Marco Bastianelli.

www.antonellamonzoni.it

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